Le Big Tech Americane Google. IBM, Microsoft, Intel, si sfidano nella realizzazione dei nuovi chip quantici, processori su scala atomica potentissimi, che cambieranno il mondo.

Secondo un editoriale del Financial Times, pubblicato lo scorso 20 settembre, Google avrebbe raggiunto la supremazia tecnologica nella produzione di chip quantici, processori potentissimi costruiti su scala atomica, in grado di eseguire calcoli “da diecimila anni, in soli 3 minuti”. La notizia è subito  rimbalzata sui siti tecnologici di tutto il mondo, aprendo il dibattito scientifico tra gli addetti ai lavori.

Gli autori dell’articolo pubblicato su FT, Madhumita Murgia e Richard Waters, avrebbero visto un “paper dei ricercatori del gigante di Mountain View, pubblicato per qualche ora sul sito della Nasa” in cui si parla del processore quantico di Google, in grado di surclassare di milioni di volte la velocità di calcolo di Summit, il supercomputer del Dipartimento dell’Energia Statunitense (DOE). Summit, con un potenza di 93 petaflops, è infatti in grado di risolvere in un’ora un problema che un attuale PC desktop potrebbe affrontare in 30 anni di calcoli. I computer tradizionali infatti, sono macchine che funzionano attraverso dei bit, un sistema binario a 2 stati: falso/ vero, o più semplicemente 0 e 1. Tutto  basato sulla logica binaria dell’algebra di George Boole, matematico britannico del secolo scorso. I computer di nuova generazione delle Big Tech Americane  IBM, Microsoft, Intel utilizzano invece bit quantici, chiamati qubit. I qubit possono assumere un qualsiasi valore tra 0 e 1 in una sorta di “sovrapposizione coerente di stati” secondo la quale “ogni Qubit può assumere più valori contemporaneamente»” Gli autori dell’articolo pubblicato su FT, Madhumita Murgia e Richard Waters, avrebbero visto un “paper dei ricercatori del gigante di Mountain View, pubblicato per qualche ora sul sito della Nasa” in cui si parla del processore quantico di Google, in grado di surclassare di milioni di volte la velocità di calcolo di Summit, il supercomputer del Dipartimento dell’Energia Statunitense (DOE). Summit, con un potenza di 93 petaflops, è infatti in grado di risolvere in un’ora un problema che un attuale PC desktop potrebbe affrontare in 30 anni di calcoli. I computer tradizionali infatti, sono macchine che funzionano attraverso dei bit, un sistema binario a 2 stati: falso/ vero, o più semplicemente 0 e 1. Tutto  basato sulla logica binaria dell’algebra di George Boole, matematico britannico del secolo scorso. I computer di nuova generazione delle Big Tech Americane  IBM, Microsoft, Intel utilizzano invece bit quantici, chiamati qubit. I qubit possono assumere un qualsiasi valore tra 0 e 1 in una sorta di “sovrapposizione coerente di stati” secondo la quale “ogni Qubit può assumere più valori contemporaneamente»”

Per capire meglio cosa significhi questa rivoluzione tecnologica, basti pensare che in una sfida tra una macchina computazionale classica e una dotata di chip quantico per trovare un numero telefonico in una rubrica, il computer “tradizionale” dovrebbe leggere ogni riga della nostra agenda, mentre quello “quantico” cerca istantaneamente in tutto il documento, valuta ogni riga simultaneamente, e restituisce il risultato molto più velocemente.

IBM, che questo anno  aveva scelto il CES 2019 di Las Vegas per presentare al grande pubblico IBM Q System One, il primo computer quantistico pubblico, progettato cioè per uso scientifico e commerciale, si è limitata ad un no comment della notizia. Dopo poche ore dalla pubblicazione sul Financial Times, è poi arrivata la secca smentita di Google. E La rivoluzione tecnologica dei chip quantici apre pero’ inquietanti scenari per l’umanità. La potenza dei chip quantici è infatti una singolarità tecnologica, per utilizzare le parole del compianto Stephen Hawking. Non sappiamo cosa succederà quando l’intelligenza artificiale sarà più potente dell’intelligenza umana. Un po’ come cadere in un buco nero, non ci è dato sapere cosa possa accadere

E mentre gli scienziati filosofeggiano sull’etica dell’AI,  sembra che un computer quantistico abbia permesso il primo “micro-viaggio” indietro nel tempo, tornando nel passato per una frazione di secondo. In questo modo è stata violata una delle leggi fondamentale della fisica, che rappresenta il tempo come una freccia che può andare solo in una direzione, dal passato al futuro e mai viceversa.

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